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ambienti monastici

Nelle abbazie cistercensi gli ambienti che si affacciano sul chiostro, sono collocati secondo uno schema tradizionale e costante, in un’armonia che risponde sia alle esigenze della vita monastica sia alla concezione dell’architettura dell’abbazia come specchio dell’edificazione delle virtù e della perfezione del monaco.

Partendo dalla pianta del monastero, diamo una breve descrizione degli ambienti monastici, seguendo la collocazione sui quattro lati del chiostro che sono disposti ognuno secondo un punto cardinale e rappresentano le virtù del monaco.

pianta dell'abbazia di morimondolato est

1 - armarium

2 - sala capitolare

3 - scala al dormitorio

4 - locutorium

5 - sala dei monaci

lato sud

6 - calefactorium

7 - refettorio

8 - loggiato

9 - cucina

lato ovest

10 - locali dei conversi

lato nord

11 - sedile della lectio

 

lato est

Sul lato est, il lato della virtù del disprezzo di sé e dal quale si guarda verso il tramonto, si trovano gli ambienti che ricordavano al monaco di non chiudersi in sé e di non confidare solo sulle proprie forze.

localizzazione armarium1 - L’armarium
Era un piccolo vano, del quale si è persa la struttura originaria, nel quale venivano conservati i libri che i monaci usavano giornalmente per le loro preghiere.

 

localizzazione capitolo2 - La sala capitolare
La sala capitolare presenta uno stile architettonico diverso da tutto il resto del monastero, come si nota dalla presenza di slanciate colonne in pietra.
Essa era il locale più importante dopo la chiesa. Qui l’abate istruiva i suoi monaci, si leggevano i capitoli della Regola - da questo il nome di Sala Capitolare - si eleggevano gli abati, si ammettevano i candidati al noviziato, si confessavano i peccati contro la Regola, si assegnavano le punizioni, si stabiliva la fondazione di una nuova abbazia e si dava l’estremo saluto ai defunti.
Alle trifore che si aprono sul lato del chiostro si affacciavano i conversi per assistere alle riunioni, visto che essi non avevano diritto di accesso alla sala e non potevano intervenire nelle decisioni. Proprio da questa consuetudine è nato il modo di dire: “Non avere voce in capitolo".

localizzazione scala3 - La scala al dormitorio
Questo ambiente ospitava una scala per l'accesso diurno al dormitorio; di notte veniva utilizzata invece la scala situata nel transetto destro della chiesa. Il dormitorio occupava il piano superiore del lato est ed era costituito da un’unica grande sala a due navate dove i monaci, almeno in origine, dormivano in comune, a volte separati da pannelli divisori.

localizzazione locutorium4 - Il locutorium
Era uno stretto corridoio che veniva usato come passaggio dal chiostro ai terreni orientali interni dell’abbazia. Qui veniva assegnato ai monaci il lavoro del giorno e, in caso di vera necessità, si poteva conversare con i confratelli e con i superiori.

localizzazione sala dei monaci5 - La sala dei monaci
Era un luogo di lavoro. Qui aveva sede anche lo scriptorium, dove avveniva l’opera degli amanuensi per la trascrizione dei testi antichi, e la biblioteca.
Insieme a questo ambiente di straordinaria bellezza, i recenti restauri ci hanno restituito anche i locali sottostanti, probabilmente adibiti anch’essi a sale di lavoro, edificati in uno stile che riproduce fedelmente l’architettura della chiesa.

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lato sud

Nel lato sud, dal quale si guarda alla notte e che è il lato del disprezzo del mondo, troviamo questi ambienti.

localizzazione calefactorium6 - Il calefactorium
A parte la cucina e l'infermeria, era il solo locale riscaldato del monastero: qui era custodito il fuoco per la liturgia, per la cucina, per l'infermeria, per le torce, qui i monaci passavano per riscaldarsi prima del riposo notturno e gli amanuensi preparavano gli inchiostri e i colori per le miniature. Fu distrutto nel Seicento per costruire lo scalone che raccorda i vari livelli del monastero.

localizzazione refettorio7 - Il refettorio
In questo luogo i monaci coristi consumano in silenzio i pasti, mentre venivano letti passi della Sacra Scrittura o dei libri spirituali. Sulla parete ovest un affresco di autore anonimo lombardo del Seicento raffigura Gesù che dopo la tentazione nel deserto viene servito dagli angeli. L'attuale sala, totalmente trasformata nel Seicento-Settecento, non è più identificabile con quella d'epoca medievale.

localizzazione loggiato8 - Il loggiato
Dal refettorio una porta immette nel loggiato il quale offre una notevole veduta panoramica della campagna bonificata proprio dal lavoro dei monaci.
Recenti restauri fanno risalire la raffinata decorazione delle pareti e delle colonne alla fine del Quattrocento, all’epoca del passaggio del monastero alla gestione commendataria.

localizzazione cucina9 - La cucina
Qui venivano preparati i pasti per i monaci coristi e conversi. Vi potevano accedere solo i cucinieri designati dall'abate e, in casi eccezionali anche gli amanuensi.

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lato ovest

Il lato ovest è il lato della virtù dell’amore del prossimo e da qui si guarda all’alba, al sole che sorge. Qui si operava la carità verso i pellegrini, i malati e i poveri.
E’ questo il lato del monastero dove troviamo i locali dei monaci conversi.

localizzazione locali conversi10 - Locali dei conversi
A Morimondo con il passare dei secoli si è persa la struttura originaria di questo lato del monastero dove in origine si trovavano anche

 

  • il dispensario
    il magazzino con le riserva per il monastero.
  • la foresteria
    il luogo dove si accolgono i pellegrini.
  • l’infirmarium
    con l’infermeria interna per i monaci e anche un ospedale per i poveri.

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lato nord

Il lato nord è quello dal quale si guarda a mezzogiorno, dove il sole è più alto e splendente, ed è il lato dove i monaci si attardavano nella preghiera fino all’ultimo raggio di luce: ricordava al monaco la virtù dell’amore di Dio.

localizzazione sedile lectio11 - Sedile della lectio
Appoggiato alla parete nord si trova ancora il sedile detto "della Lectio" perché qui i monaci si esercitavano nella Lectio Divina, cioè la lettura e la meditazione delle Sacre Scritture.
Viene anche detto sedile del Mandatum perchè qui si svolgeva il rito della lavanda dei piedi in ricordo di ciò che Gesù fece durante l'ultima cena nei confronti degli apostoli ai quali assegnà un comandamento nuovo: Mandatum novum do vobis, ut diligatis invicem; sicut dilexi vos, ut et vos diligatis invicem (Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi).

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